Adozione. Un falso mito?

yangximattresses

Il quotidiano la stampa, riporta oggi un interessante articolo sull’adozione addentrandosi tra tribunali, famiglie ed associazioni. Ne esce un quadro disarmante, una situazione fuori controllo, un risultato di un bambino che ogni tre giorni viene restituito allo stato.

Sicuramente questo è un sintomo di un organismo malato che andrebbe rivisto nel suo complesso.

Sento sovente obiettare all’utero in affitto con l’adozione parlandone spesso e troppo a vanvera.

Premesso che l’utero in affitto è sicuramente un argomento nuovo, una scoperta  dell’uomo scientifica recente che rispetto ad altre, come la ruota, il fuoco, l’atomica o la penicillina ne hanno cambiato, in bene od in male, il destino per sempre va ancora metabolizzata.

Personalmente, poco conta, credo che dove non vi sia costrizione ogni donna sia libera di decidere del proprio utero. Possiamo soffermarci ore a discutere sul tema etico e filosofico del nascituro, sulla necessità piuttosto che sull’egoismo di portare un altro  essere umano in pianeta già sovrappopolato. Stesse domande che chissà se si saranno fatte i milioni di genitori di bambini concepiti tradizionalmente, molti amati, alcuni abbandonati in istituti.

Tornando a questi ultimi, chi volesse dare loro un futuro e ,perchè no, colmare egositicamente il proprio bisogno di essere genitore in un perfetto equilibrio delle due cose – anche un figlio biologico, per quanto amore gli si dia, è pur sempre frutto della naturale necessità di trasmettere ai posteri il proprio codice gentico- si troverà inevitabilmente davanti ad un muro difficile da scavalcare.

Un muro che per essere sormontato necessita di tempo e denaro, forse più che per un figlio nato con procreazione surrogata, scontrandosi a volte con scogli difficili da aggirare anche perchè  purtroppo , tra una miriade di associazioni volenterose e degne di rispetto, sembrerebbero esistere anche realtà in cui sembrerebbe paventarsi il sospetto che  tenere un bambino a carico dello stato diventi economicamente fruttuoso. Alcuni servizi giornalistici recenti avrebbero persino alzato il dubbio che certi figli vengano tolti alle famiglie, anche troppo facilmente, per essere messi per mero scopo di lucro in case famiglia da un sistema compiacente .

 

Tutto da dimostrare ma spesso pensando male ci si azzecca. 

 

Insomma credo sia troppo semplicistico  condannare a priori la maternità surrogata, di cui non sono promotore convinto, invitando piuttosto a ricorre all’adozione. Logico, etico, ma ingenuo.

Piuttosto va rivisto, in Italia, l’intero sistema delle adozioni semplificandone le procedure, prendendo esempio dove funziona e demolendo dove invece i bambini sono visti più come moneta che come persone.

Lascio poi all’etica civile di ogni persona  valutare la possibilità di aprire l’adozione anche a categorie diverse dalle classiche coppie quali ad esempio genitori single, senza voler citare per forza le coppie arcobaleno.  E’ chiaro a tutti che non è semplice da farsi ed i tempi che posso intercorrere, basti pensare alle discussioni parlamentari ed ai risultati non ottenuti sui figli già esistenti in famiglie già esistenti (stepchild adoption) per rendersi conto che possono volerci anni.

Finchè non ci sarà una semplificazione delle adozioni od addirittura continuerà ad esserci un proibizionismo delle adozioni temo che ci sarà sempre più una corsa alla maternità surrogata: quando poi la domanda supererà l’offerta di paesi quali per esempio gli Usa, dove tutte le fasi sono controllate e vi è tutela della donna, ci si riverserà su quei paesi dove la povertà supera l’etica ed allora si che dovremo parlare di mercificazione della donna.

Il proibizionismo non evita il problema, favorisce solamente i metodi illegali per arrivare alla soluzione.

Ed intanto migliaia di bambini continueranno a crescere in orfanotrofi senza genitori di alcun tipo, ne naturali, ne eterosessuali, ne arcobaleno, ne single. Alla faccia dell’imprinting.

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